21 Settembre 2020
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principi metodologici per affrontare lo sport con i piu´ giovani

29-10-2008 - Atletica leggera
Per evitare un metodo di lavoro troppo monotono e soprattutto poco consono all´attività giovanile bisogna avvalersi di piccoli principi base, che vanno bene per quasi tutti gli sport:
- dal semplice al difficile, cominciare con attività che possono essere banali per poi passare a qualcosa di più complesso
-in esercizi a stazioni, non fare file chilometriche. Più l´atleta esercita più verrà immagazzinato il gesto tecnico della disciplina. Per ogni fila al massimo 4 o 5 bambini.
- non impartire gesti monotoni e standardizzati, variare sempre di più utilizzando anche la fantasia
- programmare sempre l´attività prima d´arrivare al campo, mai arrivare sprovveduti ....
- far sperimentare ai ragazzi certi movimenti nuovi, correggerli in un secondo momento.
- proporre carichi adeguati all´età, calcoliamo che prima dei 13-14 anni non c´è produzione di certi ormoni (es testosterone) quindi certe attività come la pliometria se eseguite in modo massiccio sono MOLTO PERICOLOSE
-calcolare che vogliono anche divertirsi....
-cercare d´ascoltare i giovani, anche le loro sensazioni sono importati
ricordo che più sono giovani più la sopportazione d´acido lattico è bassa,, quindi calcoliamo anche questo.
Prevedere dei test ai inizio e fin stagione in modo d´avere un buon indice di lavoro. Stanno migliorando? Sono più veloci o resistente? Ecc.
interagire con i genitori, ascoltarli. Ma comunque seguire il vostro iter di lavoro e non farsi condizionare troppo dal parere di persone esterne, che ha la sua importanza ma non è vincolante.
Proporre eventi di socializzazione (pizzate, viaggi ecc) per incrementare la socializzazione e lo spirito di gruppo.
Con i più piccoli proporre giochi dinamici, fantasiosi e a punti, in questo modo incrementa quella che sono i valori di correttezza e realtà fra loro stessi. Esempio, un bambino è nella squadra dei pomodori, spinge uno della sua squadra, invece di strillarsi addosso gli togli tre punti portando la squadra a perdere il mini torneino fatto in quella lezione
la competitività nelle prime fasce d´età è assolutamente inadeguata, porta il bambino ad essere troppo stressato. Le gare possono essere affrontati attraverso giochi non competitivi e senza il risultato. Dobbiamo batterci contro la competizione precoce e il voler i proprio figli dei campioni già in tenera età
dividere il lavoro in gruppi dello stesso livello tecnico-motorio. Questo fattore per alcuni può essere discriminante: "Cavolo divido bravi da meno bravi, non puoi....!! . Il principio è questo: se ho atleti o bambini sullo stesso livello posso costruire lezioni ed esercitazioni giuste per il loro bagaglio motorio, e posso avere sicuramente un buon margine di miglioramento, se invece i gruppi fossero misti devo proporre un´attività che non potrà mai essere quella ottimale. Ripeto questa non è una discriminazione ma un principio per lavorare per la crescita motoria e tecnica del bambini, ed in gruppi omogenei è la soluzione migliore. (chiaramente questo principio è valido solo nell´attività sportiva al di fuori dalla scuola dai 7-8 anni in su e in attività estremamente tecniche)
coinvolgere i bambini nell´attività, interagire con loro e saper anche le loro impressioni


Adesso è l´ora di mettersi all´opera con coscienza e tanto impegno per aiutare ad avere uno sport più pulito e sano, dai che ce la facciamo ..............





Fonte: Davide Franchi

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