23 Ottobre 2020
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principi cardine per l´insengnante d´attivita´ psicomotoria

22-10-2008 - Atletica leggera
Per cercare di lavorare nel migliore dei modi all´interno della palestra bisogna ricordare dei principi metodologici, che vanno analizzati per capire e saper gestire un´attività più conforme alle esigenze dei bambini. Secondo la "psicomotricità" l´attività deve essere vista sotto forma di una lettura multidisciplinare del corpo, in particolare della motricità. Motricità intesa nello stesso tempo come intelligenza, affettività e linguaggio all´interno di una relazione significativa, in tutto l´arco della vita umana, in particolare nei primi anni dello sviluppo. Senza movimento non c´è sviluppo, ne´ sentimento ne pensiero.
Ma il movimento và fatto in modo adeguato e secondo principi basilari dell´attività psicomotoria:
ogni bambino è diverso e bisogna dargli la possibilità di esprimersi all´interno dei giochi, c´è chi lo farà dimenandosi e urlando, chi invece in maniere più scontrosa e timida
con alcuni gruppi si possono trovare situazioni più "caotiche", dove i bambini sono agitati. bisogna costruire giochi per scaricare questa aggressività
la psicomotricità guarda sempre in positivo. Il bambino osservato, anche se ha problemi, va visto in quest´ottica.
Il tono della voce è molto importate. Per la psicomotricità bisogna utilizzare un tono di voce non troppo alto, perche´ questo è controproducente e può creare disagio ai bambini. Se voi ci pensate: se urlate, si avete il silenzio, ma i bambini torneranno sempre a fare ciò che facevano prima. Perciò bisogna utilizzare un tono deciso ma non alto, a volte è difficile anche per me, ma nell´attività psicomotoria è una buona cosa. Piuttosto facciamo urlare i bambini, che ne hanno bisogno.
Al´´interno della lezione non creare più di tre giochi, lasciare sempre un periodo finale di rilassamento (sdraiati).
Facciamo rappresentare le loro sensazioni e sentimenti avuti all´interno del gioco rappresentandoli con un disegno, questa è la migliore manifestazione del proprio stato interiore.
Non fare giochi con tempi d´attesa troppo lunghi, con file interminabili (più di 5 bambini) che portano solo ansia e difficoltà nel bambino.
Nel creare i giochi utilizzate elementi di creatività: personaggi fantasiosi, storielle, animali, leggende e fattori che facciano ridere i bambini.
Cercare il dialogo con il bambino, saperlo capire, e quando si comporta male saperlo rimproverare nel modo giusto.


La psicomotricità ormai è una scienze riconosciuta in quasi tutto il mondo, per applicarla è necessario tenersi a delle piccole regole, queste sono alcune. Di settimana in settimana inserirò del materiale per poter avere un panoramica più completa, adesso iniziate da qui.

Davide Franchi
Dottore in scienze motorie
Studente al primo anno di psicomotricità (Ciserpp Verona)
Insegnante d´attività motoria




Fonte: Davide Franchi

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