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favola e auguri

24-12-2007 - Basket
Quando vi stuferete di questo saccente menestrello senza musica, che sfrutta la sua posizione di essere dentro, ma un po´ fuori dalle cose, coinvolto, ma sempre così "pierino" da cercare di contaminare e scardinare usi e costumi che si ripetono, beh quando sarete stufi, fatemi un bel tagliafuori, come quello della foto che accompagna l´articolo.
Cuor di padre parte da li, ma potrebbe essere la foto di chiunque ...
perchè questa, per me, è soprattutto l´illustrazione di una favola.
Che come tutte le favole comincia con:
C´era una volta...
c´era una volta un garage...
c´era una volta un garage...ancora sulla carta, certo, ma già pronto per essere realtà, con tutti i suoi calcoli e i permessi, il ritorno economico e le convenienze.
Poi arrivò un prete (molti di loro occupano dei posti gerarchici, ma a noi interessa che rimangano preti proprio come gesù è rimasto uomo fino all´ultimo) e questo prete vide quei disegni, si sentì in mezzo a quel grosso spazio e, però, ci vide dei bambini intorno...e sentì pulsare la vita.
Così, da quel garage, Don Aldo fece nascere, come da un´araba fenice, una palestra con dei canestri, che insieme alla piscina prese vita muovendo i primi passi incerti, come incerti erano chi cominciava a "giocare" dentro quelle mura.
Poi un uomo, un insegnante del San Carlo, che negli anni ha aiutato il Collegio a essere un po´ più Polisportiva e alla Polisportiva a essere anche un po´ più Collegio, ha tirato su "l´infante".
Ma quando ha capito che la Palestra era pronta per l´adolescenza ha pescato un altro insegnante, segnato dalla vita, ma non nell´entusiasmo e nella grandezza umana che l´accompagnava.
Insieme hanno seminato, l´uno permettendo all´altro di fare, l´altro che ha fatto senza mai dimenticare il saper essere.
E se la passione di Claudio era il Basket, più di tutto era il veder crescere i ragazzi la cosa che gli riempiva il cuore...ma i ragazzi crescono se chi li coltiva è capace...e ne è capace soprattutto, appunto, col cuore.
Col cuore, allora, Claudio è diventato l´insegnante di chi insegnava, mantenendo la dote dei grandi, cioè quella di non smettere mai, al contempo, di imparare.
Così, insegnando e imparando, imparando e insegnando, ha tirato su un gruppo di persone che oggi, chiudendo il cerchio, con cuore, passione e perizia allevano giocatori che sanno che, prima di tutto, bisogna cercare nella fatica, nel tagliare fuori, la forza per il resto...anche, perchè no, la forza per affrontare, un domani, la vita.
Certo, qui non si insegna solo questo, ma chi ama lo sport, chi ama questo sport, sa che quella è la base di tutto.
Oggi c´è ancora "il Don Aldo", c´è ancora "il Lino"...non c´è più "il Monti"...o almeno a noi sembra....
perchè in realtà ci ha lasciato tante cose e persone che respiriamo tutti i giorni.
E ci ha lasciato Andrea, cresciuto con lui, che Lino e don Aldo hanno scelto come ai tempi scelsero lui.
Questo significa che la favola non è finita...
favola che, come ha sottolineato la Edy, con queste premesse, guarda caso, quest´anno è più vincente che mai...
ed è bello, ogni tanto, rendersi conto di essere parte, da giocatore pulcino o senior del Pentagono/San Carlo, da allenatore o vice, da semplice papà di quel giocatore in foto o da dirigente, di questa favola...
beh, a me, quest´anno, più bel regalo di questa consapevolezza Claudio non avrebbe potuto fare.

Auguri a tutti...col cuore e di cuore

mario


Fonte: mario

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