26 Settembre 2020
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ciao ragazzi ... vado, ma rimango

23-09-2007 - Basket
Parlavo con Claudio della mia decisione di lasciare la presidenza del Pentagono e lo vedevo incupirsi sempre di più...e per quanto argomentassi, costruendogli scenari in prospettiva più stimolanti di quelli di allora e assicurandolo che la mia scelta e il mio nuovo modo di occuparmi della squadra avrebbe ampliato le opportunità e non le avrebbe ridotte, lo vedevo comunque preoccupato.
Non sono stato capace di fargli cambiare idea prima della sua scomparsa e questa tristezza e rimorso me li porterò sempre dietro.
Anche pensando a questo ho vacillato quando è scomparso e mi è stato chiesto di tornare sui miei passi...eppure, anche con quella pressione, dopo una minima esitazione, ho sentito che era giusto insistere per sostituire la mia figura.
Fondamentalmente per due motivi.

Il primo è che avevo fatto il mio tempo: ho forse rappresentato un buon punto di riferimento durante transizioni difficili e durante la crescita di un gruppo che doveva sempre più entrare in sinergia con la crescita del movimento delle giovanili del San Carlo e doveva farlo senza snaturare la tradizione e la storia del Pentagono, ma fondendo le due realtà a sottolineare filosofie e valori condivisi.
Adesso, però, in una logica di "Presidente operativo" come è quello del Pentagono, all´aspetto di gestione di queste sinergie si affianca sempre più anche l´esigenza di saper cogliere gli aspetti peculiari di come si gestisce e si fa sviluppare una squadra Seniores di Basket, squadra che vuole essere sempre più traino anche agonistico di questo movimento.
E il problema non sono i "grattacapi" e le tensioni che questo comporta, motivo assolutamente non sufficiente per una scelta così lacerante.
Il fatto è che, quando ho scelto di entrare a far parte della famiglia del Pentagono, ho scelto di far parte, non importa se da presidente o da altro, di una squadra e il primo pensiero in una squadra dovrebbe essere il saper essere funzionali al proprio ruolo...io, come Presidente non lo sono più semplicemente perchè, col crescere della squadra e delle sue esigenze, la mia competenza ed energia è diventata insufficiente.

Insomma, rimanere non solo non sarebbe stato in linea con la filosofia che vogliamo rappresentare, ma sarebbe stato ancora più stupido, a mio avviso, soprattutto in considerazione del secondo motivo per cui ha avuto senso farmi da parte e cioè il fatto che intorno alla squadra non vi sono una, ma più di una persona che, in quel ruolo, possono aiutare meglio di me il Pentagono.
E Stefano Villa, che ha accettato la Presidenza e che già da molto è una delle anime più importanti del Pentagono, non solo è persona di buonsenso, ma è anche un vulcano di iniziative che conosce questo sport come pochi e che soprattutto incarna, anche col suo esempio familiare, come ci si possa far trasportare dalle emozioni e dalle passioni senza bisogno di dover venire a compromessi in funzione del risultato.
Insomma, la persona giusta, al posto giusto, al momento giusto per continuare la crescita di questa società e quindi, viste le premesse scritte sopra, meglio per tutti che aiuti la squadra da una posizione più defilata e meno operativa.

E adesso?...Santo subito?
Sentite, è chiaro che, fra le altre cose, mi avrebbe fatto un piacere da morire fare da presidente ad Andrea Ierardi, che ha praticamente messo per primo la palla da basket in mano ai miei figli e che mi ha tenuto a battesimo nel mio primo incarico di Dirigente al San Carlo, ma guardate che il primo esempio di dedizione e coerenza l´ha dato un altro prima di me....
il mio ultimo atto da Presidente è stato di andare, con discreto imbarazzo, da un leone un po´ ingrigito, ma con energie intatte, a dirgli che, come ringraziamento per essersi sacrificato a prendere in corsa una squadra con mille problemi e ad averla portata ad una difficile salvezza, la Società gli chiedeva di farsi da parte, per lasciare la strada aperta a chi, anche grazie a lui, nel frattempo era cresciuto ed era pronto a prendersi la responsabilità del gruppo dei Seniores.
Cesare Angeretti, senza battere ciglio, un secondo dopo ha preso in mano carta e penna e, immediatamente proiettato nel futuro, ha cominciato a scrivere e a ragionare su come, secondo lui, si poteva progettare il lavoro in funzione del nuovo assetto tecnico, parlando come se tutta la vita avesse fatto il vice-allenatore di Andrea.
Nessun eroe..nessun Santo.
Semplicemente questo è Il Pentagono...questa è la squadra di Claudio Monti!
Cerchiamo tutti di esserne degni...a cominciare da me ;-)

mario cerati

ps: Edy, Cesare, Andrea, Stefano, Federico, Gianpietro, le belle figure che ho fatto da presidente le ho fatte grazie a voi. GRAZIE!

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